L’acqua, risorsa vitale per il nostro pianeta, in via di esaurimento, è al centro dei dibattiti politici di oggi: si sta aprendo la strada verso la privatizzazione?
“L’acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. Obbligare la privatizzazione del servizio idrico, pertanto, vuol dire intraprendere la strada sbagliata.” Questo è il commento di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, sulla fiducia del Governo al decreto Salva-infrazioni, che contiene anche la riforma sulla liberalizzazione del servizio idrico.

“Questa legge costituisce l’ennesimo attacco agli enti locali, Regioni e Comuni – ha aggiunto Cogliati Dezza – che saranno privati della possibilità di amministrare il proprio territorio, anche nella gestione di un bene primario come l’acqua, aprendo la strada ad una speculazione privata soprattutto a discapito dei cittadini. Non si capisce perché aziende pubbliche che, ancora oggi, garantiscono la qualità del servizio e tariffe contenute, debbano ora essere obbligate a trasferire quote importanti dell’azienda a privati o addirittura a riaffidare la gestione ad altri”.
La conclusione delle dichiarazioni del Presidente di Legambiente è molto chiara: la privatizzazione dell’acqua porterebbe, entro i prossimi 15 anni, ad una gestione da parte di poche multinazionali, con un notevole colpo alla qualità ed ai prezzi del servizio.

















mer, nov 18, 2009
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