Grazie a loro, sembra di essere dentro il “Paese delle meraviglie“, oppure sembra di lottare nelle lussureggianti foreste di Pandora: sono gli occhialini 3D, oggetto di scandalo e dibattito sui problemi di igiene.
Sì, perchè questi occhiali, che vanno restituiti dopo la visione del film, passano di persona in persona per migliaia di volte, portando con sè potenziali batteri e virus.
E allora perchè non risolvere questo problema con degli occhiali 3D biodegradabili?
Hanno il vantaggio di essere monouso, non provocano problemi nel ciclo dei rifiuti, e sono smaltibili facilmente: è l’idea di due aziende statunitensi, la Cereplast, specializzata in bio-plastica, e la Oculus 3D, azienda californiana che produce video stereoscopici.
Così come vengono prodotte le buste della spesa biodegradabili, ovvero a base di cereali, potrebbero essere realizzati quindi anche gli occhiali.
Le aziende produttrici garantiscono che gli occhiali possono essere risciacquati fino a 500 volte e si decompongono automaticamente dopo tre mesi, senza lasciare tracce nocive.
I nuovi occhiali 3D biodegradabili dovrebbero entrare in commercio entro il 2010, e c’è da scommettere che saranno il nuovo successo delle sale cinematografiche.


















gio, apr 15, 2010
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