Anche se rappresentano la fascia d’età più appassionata di giardinaggio e orto, i giovani risultano essere molto più lontani e disinteressati ai problemi dell’ambiente rispetto agli adulti.
Lo dice l’ultima ricerca condotta da GfK Eurisko , che ha l’obiettivo di fare il punto sulla consapevolezze degli italiani verso i temi di sostenibilità ambientale e sui comportamenti ritenuti prioritari per salvaguardare l’ambiente.
La ricerca ha previsto due fasi, una esplorativo-qualitativa seguita da un’indagine estensiva-rappresentativa:
- Fase esplorativa-qualitativa: 15 gruppi, a Milano – Roma – Salerno – Catania, su giovani, singles, donne, donne e uomini in età centrale, maturi non oltre i 64 anni.
- Seconda fase, indagine estensiva rappresentativa della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni: 1.000 casi attraverso l’innovativo Pc Interattivo denominato Dialogatore.
Secondo questa ricerca, l’ambiente è il 3 problema che affligge gli Italiani, dopo la Disoccupazione e la Crisi economica.
Al Nord c’è una maggiore sensibilità, soprattutto nel pubblico femminile, rispetto alle problematiche legate all’ambiente, mentre i giovani continuano ad essere distanti dal problema.
Per capire il motivo di questa distanza, abbiamo intervistato il Presidente di JFK Eurisko Giuseppe Minoia
Ma quali sono i problemi più sentiti?
- Il clima impaurisce (nessi con inquinamento, effetto serra, mancanza d’acqua, aumento del livello degli oceani?).
- L’inquinamento in città si riscontra sulla pelle e nei polmoni.
- L’emergenza rifiuti è il tormentone non solo della regione Campania.
Che cos’è la sostenibilità per gli Italiani?
- Non sprecare (logiche di risparmio quasi recuperando la saggezza casalinga).
- Ma anche essere up to date, cittadini del mondo e non solo italiani provinciali che badano solo al proprio orticello.
- Essere smart e nello stesso tempo oculati: in sostanza “antichi” e postmoderni.
Gli italiani sono più arretrati e scettici rispetto ai problemi ambientali per tre motivi principali: i sospetti di manipolazione sono consistenti, le “certezze” sui rischi ambientali sono state troppo spesso svuotate da altrettante “verità” scientifiche, occorrono agenzie al di sopra delle parti, si spera nella scuola e in una informazione che svolga un ruolo non partigiano.
In conclusione, però, ci si aspetta molta più informazione sulle tematiche green e la disponibilità del bel paese verso le buone pratiche sostenibili (piccole azioni quotidiane a favore del Pianeta) aumenta sempre di più.


















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