A chi non piacerebbe andare in un’università sostenibile? In Italia soprattutto, gli edifici universitari, sono spesso dei palazzoni freddi e cementificati, che nulla hanno a che fare con l’ambiente e l’ecologia.
Anche in questo senso però, si stanno facendo dei passi avanti. Infatti sulla sponda orientale del Mar Rosso a Thuwal, si trova la Kaust un campus di circa 22,5 chilometri quadrati, che sta esplorando nuovi ambiti ecologici e architettonici. Situato nel clima duro del deserto saudita con la luce intensa e le precipitazioni scarse, gli architetti hanno unito il design tradizionale regionale con l’eco-design moderno per creare un ambiente confortevole e sostenibile per gli studenti.
L’architetto Bill Odell, uno dei due designer principali del progetto, ha spiegato alla CNN che il suo scopo è quello di seguire la “missione” di re Abdullah, cioè fornire al suo Paese l’energia del futuro, l’acqua, e la tutela dell’ambiente.

UNIVERSITA' KAUST
Dal punto di vista ecologico, si è puntato molto sul risparmio energetico. Niente aria condizionata. Per sopravvivere al caldo torrido del deserto tutte le strutture sono progettate per massimizzare le correnti d’aria che lo attraversano. Inoltre c’è una torre solare in ciascuno degli edifici, che riscalda l’aria, sale e spinge la corrente in tutto il campus.
I laboratori scientifici invece saranno alimentati da energia solare, che servirà per alimentare le apparecchiature elettroniche, ma anche ad illuminare gli edifici che, per la maggior parte del tempo, non useranno l’energia elettrica.
La Kaust è un’università di scienze e tecnologia in cui anche il re Abdullah si è laureato, è nota per essere il primo posto nella conservatrice Arabia Saudita, dove gli studenti di sesso maschile e femminile possono studiare senza discriminazioni.
Lo scopo adesso, non è solo di fregiarsi di questo merito, ma di essere anche la prima Università eco-friendly, attirando cervelli da tutto il mondo, per continuare la ricerca di un futuro sostenibile!

















Trackbacks/Pingbacks
[...] poco noti; tra questi ultimi possiamo annoverare l’Ultimate. Si tratta di un gioco nato nei campus universitari, che ricorda per certi aspetti il football ma si gioca con il frisbee. Una peculiarità è [...]