Il tappo inserito per bloccare il petrolio non garantisce risultati certi, per questo c’è stato un incontro tra Obama e Cameron. Anche in Cina è avvenuto un nuovo disastro petrolifero con tanto di incendio e dispersi.
Ancora giorni di tensione per la marea nera nel golfo del Messico. Il nuovo tappo installato dalla Bp sembra non aver funzionato al 100%. Sebbene il flusso di petrolio sia stato bloccato, c’è preoccupazione per le fuoriuscite di gas a 3 km dal pozzo, il che non garantirebbe la completa riuscita dell’operazione.
La cupola è quindi ancora in fase di test, con la speranza che riesca a tenere almeno il petrolio nel giacimento. Nel frattempo British Petroleum sta meditando su una nuova operazione per bloccare definitivamente qualsiasi fuoriuscita: il pompaggio di fango concentrato nel pozzo, in modo da respingere il greggio e il gas dentro il bacino petrolifero.
Negli Stati Uniti c’è stato un incontro tra il Presidente Barack Obama e David Cameron per chiarirsi e discutere su quanto avvenuto. Il primo ministro britannico ha assicurato che il Governo vigilerà affinché Bp faccia il suo dovere con la pulizia e i risarcimenti, non dimenticando però che migliaia di posti di lavoro dipendono dalla compagnia petrolifera.

Foto da Greenpeace International
Purtroppo non è l’unico disastro di questi tempi, poiché anche in Cina hanno dovuto affrontare uno sversamento di petrolio in mare. Una tubatura è esplosa mentre stava trasferendo petrolio da una nave petroliera liberiana agli impianti di stoccaggio. Si stima che circa 11.000 barili (1.500 tonnellate) di greggio siano finiti in mare, creando una chiazza di petrolio che si è ampliata in un’area di 100 chilometri quadrati.
Come se non bastasse, ci sono stati un incendio domato dopo 15 ore e il salvataggio di due persone immerse nel “lago di petrolio” (di cui Greenpeace ha scattato delle foto), mentre una terza risulta attualmente scomparsa.
Questi disastri dimostrano la scarsa sicurezza delle attrezzature e delle tecnologie legate all’estrazione del petrolio, e ci dovrebbero convincere che serve al più presto un’alternativa pulita all’oro nero.

















gio, lug 22, 2010
Inquinamento