La conferenza Onu che si terrà tra pochi giorni a Copenaghen è da tempo l’argomento cardine di quasi tutti i governi mondiali, a testimonianza di quanto siano importanti e decisivi gli accordi che ne scaturiranno. Tra le varie iniziative nate in questi ultimi giorni, Ecozoom vuole porre l’attenzione sulla particolare situazione del Nepal, il cui governo ha deciso di riunirsi sull’Everest, a 5250 metri di altezza, per richiamare ancora una volta l’attenzione sui mutamenti climatici.
Il Nepal è sicuramente uno stato geograficamente particolare, infatti il suo territorio si estende orizzontalmente tra l’India e la Cina, presentando un dislivello di altitudine notevole, da 80 a 8848 metri, cioè dalla pianura del Gange che si affaccia verso l’India, fino all’imponente catena montuosa dell’Himalaya, che si affaccia verso la Cina. La capitale Kathmandu è situata a circa 1350 m di altitudine.
Il Primo ministro Madhav Kumar Nepal ha tenuto la riunione straordinaria a Kalapathar, nel campo base del monte Everest, costringendo ministri e giornalisti a scalare la vetta più alta del mondo. La riunione ha adottato una risoluzione in 10 punti, incentrati sugli effetti dei cambiamenti climatici, così da esortare i paesi più ricchi (il Nepal è uno dei paesi più poveri al mondo, circa la metà della popolazione vive con 1,25 dollari statunitensi al giorno), ad intervenire in una situazione davvero allarmante.
Il Nepal non è l’unico stato ad aver adottato questo tipo di protesta, infatti il 17 Ottobre scorso il governo delle Maldive aveva tenuto una riunione sott’acqua, utilizzando bombole ad ossigeno, per richiamare l’attenzione sul costante aumento dei livelli dei mari, causato dai cambiamenti climatici.
La popolazione mondiale ha capito di essere giunta ad un punto di non ritorno, i governi di tutto il pianeta stanno agendo, ognuno con i suoi mezzi e possibilità, per richiamare l’attenzione su una situazione che deve essere affrontata e migliorata nel più breve tempo possibile. Il passo finale spetta ovviamente a quei paesi che hanno la forza economica e istituzionale per agire e il COP15 che si riunirà dal 7 Dicembre, dovrà essere l’occasione per compiere questo passo.
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4. dicembre 2009 at 4:18 pm
E’ triste pensare come i governi cosiddetti minori debbano escogitare trovate originali per avere visibilità sui media, per attirare su di loro l’interesse dell’opinione pubblica e soprattutto quello della politica internazionale.
4. dicembre 2009 at 4:41 pm
Ciao Serena, hai perfettamente ragione, purtroppo quando si parla del global warming, non si pensa ai danni che i Paesi meno fortunati stanno subendo a causa nostra. Speriamo che alla Conferenza di Copenhagen venga fuori anche questo argomento… e si possa porre rimedio…