Vi ricordate qualche giorno fa? Avevamo parlato di Eticambio, portale che da la possibilità a chi vuole disfarsi di oggetti in disuso, di scambiarli con altri utenti.
Abbiamo pensato di approfondire l’argomento, e abbiamo perciò intervistato Marco Licata, ideatore e responsabile del progetto, per rispondere ad alcune curiosità degli utenti.

1- Buongiorno Marco, ci potresti raccontare come è nato il progetto Eticambio?
Eticambio è frutto di una ricerca-azione sul rapporto tra giovani, consumi e stili di vita.
Il progetto si proponeva di trovare uno strumento che potesse aiutarci a superare l’idea del possesso esclusivo per arrivare ad un utilizzo più allargato delle cose, anche le più semplici.
Ecco quindi Eticambio, il sito dello scambio etico, attraverso il quale è possibile: 1) cedere ciò che per vari motivi non utilizziamo più; 2) ricevere in cambio dei gettoni virtuali e contattare gli altri utenti; 3) prendere ciò che ci interessa senza che ci sia necessariamente una corrispondenza economica.
Cedo la mia bicicletta e prendo un libro, per esempio. Il mercato di Eticambio si muove sulle basi di parametri nuovi, gratuità e fruibilità. Se quindi il primo obiettivo è quello di ridare vita alle cose, il secondo è quello di creare piccole comunità locali e di permettere alle persone di incontrarsi, conoscerci ed avvicinarsi.
2- Pensi che lo scambio possa essere un modo per ridurre il consumismo e favorire il recupero?
Certamente sì. Come dicevo prima questo è il primo obiettivo del progetto Eticambio. Quello che io non uso più, ma che conservo a casa può servire certamente ad altri. Eticambio è un contenitore ed è un mezzo di incontro, gratuito, libero e rivolto a tutti.

3- Come è stato il ritorno da parte degli utenti? Si sono rivelati interessati?
All’inizio non è stato facile. Credo soprattutto perchè si fa fatica a uscire dalle logiche del mercato, ripetto alle quali Eticambio è innovativo e in contrapposizione. Alcuni dei primi utenti iscritti credevano di dover scambiare un oggetto con un altro di pari valore, ma Eticambio non è un baratto semplice.
Molti utenti d’altra parte hanno dimostrato il loro interesse verso il progetto. Oggi la comunità di Eticambio conta un migliaio di iscritti al sito e alcune centinaia di scambi andati a buon fine.
4- Cosa vi aspettate dal futuro? Quali sono le aspettative che avete per il vostro progetto?
Ci aspettiamo di poter offrire questo strumento a quanta più gente possibile e di creare nuove comunità in ogni provincia italiana.
Esiste un piccolo laboratorio di idee sullo sviluppo di questo progetto, che prevede ad esempio la possibilità di creare punti di incontro e di raccolta sul territorio. Eticambio è però frutto di lavoro volontario e senza alcuno scopo di lucro. Una difficoltà ad oggi è quindi trovare nuove risorse umane ed economiche per la promozione del sito web.
Chiediamo allora a chiunque sia interessato nel sostenerci di registrarsi al sito e di contattarci!
Ciao e buoni scambi!
Che aspettate ecozoomers, provate anche voi a scambiare!
(DDF)

















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