L’allarme lo avevamo lanciato, le risorse sono finite, la Terra entra in riserva.
Il 25 settembre è l’Earth Overshoot Day, il momento dell’anno in cui la specie umana ha esaurito le risorse rinnovabili a disposizione e comincia a divorare quelle che dovrebbero sostenere le prossime generazioni.
A calcolare questa data è il Global Footprint Network, l’associazione che misura l’impronta ecologica dell’umanità, cioè il segno prodotto sul pianeta dalla nostra vita quotidiana.

IMPRONTA ECOLOGICA MONDIALE
L’impatto si è fatto più consistente dall’inizio dell’Ottocento, ma solo negli ultimi decenni è cominciata la crescita drammatica che non accenna ad arrestarsi. Nel 1961 l’umanità consumava la metà della biocapacità del pianeta. Nel 1986 ci siamo spinti al limite ed è arrivato il primo Eeath Overshoot Day: il 31 dicembre di quell’anno le risorse a disposizione erano finite.
Nel 2050, se la crisi energetica non ci avrà costretto alla saggezza ecologica, per mentenere i conti in pareggio avremo bisogno di un pianeta gemello da usare come supermarket per prelevare materie prime, acqua foreste, energia.

L'ORA DI SVEGLIARSI
Secondo le stime Fao del 2001:
LA DEFORESTAZIONE: Continua ad un livello di circa 13 milioni di ettari l’anno.
LA BIODIVERSITA’: Negli ultimi 30 anni il Living Planet Index (vertebrati selvatici) è diminuito del 30%.
LA SALINIZZAZIONE: Colpisce 20-30 milioni degli attuali 260 milioni di ettari di terre irrigate.
LA PESCA OCEANICA: Il 75% avviene al di sopra o in pareggio rispetto alle capacità produttive del mare.
E’ necessario perciò cambiare il modello produttivo, per guarire l’ambiente.
Fonte: Quotidiano de “La Repubblica”.
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gio, set 24, 2009
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