In Sudafrica è nato un progetto per la disinfestazione dei topi nelle “favelas”con gufi e barbagianni, che unisce animali, ecologia e bambini grazie all’opera di un biologo di Johannesburg.
I quartieri più poveri delle città del Sudafrica sono pieni di topi portatori di malattie. Finora la soluzione è stata l’utilizzo di topicidi tossici vietati nel resto del mondo, ma i topi non sono diminuiti.
Un barbagianni che ha preso un topo. Foto di Ecosolutions
Ed è qui che entra in gioco Jonathan Haw: fondatore di Ecosolutions (società che si occupa di ambiente ed ecologia) il biologo sudafricano allevava barbagianni e gufi orfani, o abbandonati che non riuscivano a sopravvivere una volta liberati.
Nasce così Township Owl Box Project (“Progetto casa per i gufi nelle township”), un’iniziativa che ha come obiettivo il controllo dei roditori e l’installazione di casette nido, per creare una popolazione di barbagianni che vive e caccia nelle township (favelas).

Primo piano di un gufo. Foto di Ecosolutions
Haw inizia una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, seppur con qualche difficoltà, poiché secondo la tradizione animista gufi e barbagianni sono animali negativi legati alla magia nera.
Per fortuna i bambini non la pensano allo stesso modo, ed anzi sono molto felici di poter vedere da vicino questi animali. Molti vanno a scuola anche nei giorni di vacanza, per controllare che le casette siano a posto e che i barbagianni stiano bene.

Primo piano di un barbagianni. Foto di Ecosolutions
Un grande aiuto per questo progetto è arrivato dalla Lipu di Trento che ha avviato una raccolta fondi per sostenere il progetto.
Anche altri paesi africani vogliono combattere l’emergenza roditori con l’allevamento di rapaci notturni. Ad esempio Botwsana, Zimbawe e Mozambico, dove Jonathan sta partecipando con un altro progetto, che non coinvolge i gufi ma i pipistrelli.
fonte: Terra

















8. luglio 2010 at 10:34 am
Le soluzioni naturali che non nuocciono ad ambiente, altri animali e uomini, sono sempre migliori e soprattutto più funzionali del veleno che, come constatato nell’articolo, non risolve il problema al contrario creandone molteplici.
E’ la stessa filosofia perseguita da Ekomille, apparecchiatura a cattura multipla che non utilizza veleni, evita la dispersione di carcasse avvelenate, non abitua i topi continuando ad attirarli nel tempo poichè si propone come tana e come mensa gratuita.