Approvata la coltivazione della super patata: quali rischi?


Bruxelles dice sì agli OGM, organismi geneticamente modificati, che potranno essere coltivati per uso industriale e per usare la fecola per i mangimi: i primi paesi a coltivare  la patata transgenica amflora saranno Repubblica Ceca e Germania.

Come la maggior parte delle Associazioni Ambientaliste italiane, il nostro Ministro Zama si dichiara contrario alla decisione, affermando che lavorerà per vietare la coltivazione in Italia della superpatata ad alto contenuto di amido:

“Ribadiamo la nostra ferma contrarietà agli organismi geneticamente modificati. E ci muoveremo in tutte le direzioni a nostra disposizione per far sì che gli Ogm non attentino alla nostra agricoltura identitaria, culla della biodiversità che intendiamo preservare. Per questo avvieremo la procedura per richiedere la clausola di salvaguardia con cui bloccare la commercializzazione e la coltivazione di questi prodotti nei nostri territori. E valuteremo anche l’ipotesi di un referendum per consultare i cittadini: il volere del popolo è sovrano, e a noi risulta che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria agli Ogm. Collaboreremo con chiunque vorrà essere al nostro fianco in questa battaglia.”

Quali danni può portare la coltivazione della patata transgenica? Il 75% degli italiani è contrario agli OGM in Italia, ma l’avvio della coltivazione della patata transgenica con l’uso della fecola di patate per la produzione dei mangimi significa ingresso nella nostra catena alimentare.

patata-ogm-transgenica

Foto: Adnkronos

In particolare la patata Amflora, contiene un gene “marker” che le conferisce particolare resistenza a un antibiotico importante per l’uomo, che serve anche per la cura della tubercolosi.
“I rischi per la salute umana potrebbero essere elevati. Ci chiediamo come sia possibile che a fronte di così tante incognite e contro il parere della stragrande maggioranza dei cittadini europei, la Commissione Ue continui a fare gli interessi delle multinazionali biotech”, dice Andrea Ferrante, presidente AIAB, che aggiunge: “E non dimentichiamo che appena poche settimane fa il Consiglio di Stato italiano si è espresso a favore della coltivazione di  mais Ogm in Italia. Se il governo e il ministro dell’agricoltura Zaia non si muovono urgentemente, ad aprile avremo i primi campi coltivati a Ogm nel nostro paese, con l’altissimo rischio di contaminazione accidentale?”.

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