Si può fare a meno del fritto di paranza?

L’Europa ha deciso che per la pesca bisogna usare reti con maglie più larghe e una distanza maggiore dalla costa, per salvaguardare i pesci non adulti e le piccole specie che sono componente fondamentale della catena alimentare. Questa decisione ha portato al divieto della frittura di paranza, tipico piatto italiano, poiché la dimensione delle maglie delle nuove reti non permette la cattura dei pesciolini tipici di questa  pietanza.

Gli italiani non l’hanno presa affatto bene, lamentandosi sui forum di questa decisione che ha in realtà  uno scopo positivo. E’ nata persino la pagina Facebook “Save the paranza” per  unire coloro che vogliono continuare a mangiare queste prelibatezze. La cosa che colpisce è l’atteggiamento di telegiornali e quotidiani rispetto a questa notizia, riportata quasi in modo drammatico come se non si possa fare a meno di mangiare frittura di paranza.

frittura di paranza

Foto da Roma-gourmet

Sicuramente per amanti del pesce e buongustai sarà una rinuncia, ma a volte è opportuno “rivedere” le nostre abitudini alimentari per salvaguardare alcune specie animali a rischio o addirittura in via di estinzione.

In effetti c’è chi non sa spiegarsi tutta questa attenzione alla paranza, mentre si fa fatica a salvaguardare specie come il tonno rosso, a vero rischio di estinzione.

Il problema è principalmente il senso di responsabilità delle popolazioni abituate ad un determinato regime alimentare. Infatti il tonno rosso è molto amato dai giapponesi, grandi mangiatori di pesce, così come gli italiani vanno pazzi per la frittura di paranza. I cittadini del  Paese del sol levante dovrebbero capire che in futuro rischiano di non avere alcun tonno rosso da gustare se si continua la pesca industriale indiscriminata, così come gli italiani devono comprendere come sia importante mantenere l’equilibrio della catena alimentare.

Potremo sempre assaggiare le tante specie di pesce tipicamente mediterranee come il pesce azzurro, o molte che di solito non acquistiamo perché nemmeno conosciamo.

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