INTERVISTA AD UN ARCHITETTO SOSTENIBILE

immagine-case-ecosostenibili1Qualche giorno fa la redazione di ECOZOOM.TV, aveva scritto un articolo riguardo l’ecoarchitettura, in seguito a ciò abbiamo contattato un architetto siciliano, Vincenzo D., che ci ha gentilmente rilasciato un’intervista. Il signor Vincenzo, oltre ad essere una persona molto preparata, è anche molto cauto riguardo alla bioedilizia, non per problematiche di inquinamento, ma per questioni burocratiche. Purtroppo oggi in molte città d’Italia l’ecosostenibilità dell’architettura no è applicabile, gli enti, le regioni, le sovvenzioni, l’ignoranza dei cittadini, non permettono a grandi architetti di attuare e proporre i loro progetti. Abbiamo voluto chiedere ad un professionista che è stato per molti anni all’estero e che è stato fra i primi ad occuparsi di ecoarchitettura e bioedilizia, cosa ne pensasse al riguardo e come fosse la situazione italiana. Il signor Vincenzo, è stato molto gentile e riportiamo quì sotto la testimonianza reale di un uomo che è riuscito a lavorare all’estero (nel campo dell’ecoarchitettura), ma non nella sua terra, la Sicilia…

Buongiorno architetto, ci dica chi è, e di cosa si occupa.

Mi chiamo Vincenzo D. e innanzitutto, vorrei precisare che vengo dalla vecchia scuola, quella dei cinque anni, senza piani di studio, dove il fare architettura, era materia professionale obbligatoria e durava cinque anni. Faccio l’insegnante e mi occupo di restauri e, per interesse professionale, mi sono occupato di bioarchitettura, e di architettura ecosostenibile.

Mi raccontava che i suoi interessi per l’ecoarchitetura hanno origini lontane. Ci racconti la sua esperienza…

Si, ho fatto l’insegnante di composizione architettonica presso la Facoltà di Architettura di Algeri per ben dodici anni, a partire dal 1975. Il paese in quel periodo era in fermento, e in facoltà iniziammo delle ricerche sui pannelli solari e sull’utilizzo del sole per la bioclimatizzazione degli edifici.Costruimmo dei collettori solari per il riscaldamento dell’acqua, e un locale fu attrezzato con masse che fungessero da accumulatori di calore, da dispensare durante le ore notturne. La sperimentazione funzionò, e furedatto un protocollo per l’utilizzo del solare per il paese.

A suo parere, l’eco-architettura può realmente essere la risposta per un nuovo modo di costruire sostenibile con l’ambiente?

Certo, se ben impostata, e fatta con intelligenza, l’uso delle fonti rinnovabili, non solo ci farebbe risparmiare moltissimo, ma ridurrebbe l’inquinamento atmosferico, e renderebbe più salubri le nostre abitazioni.

Quando i costi di attuazione saranno accessibili anche ad un cittadino medio italiano?

Per parlare di costi, bisogna fare una premessa, l’ecoarchitettura non si limita all’adozione di qualche pannello solare, o a interventi di riconversione, questi ultimi servono, ma sono dei palliativi. La loro attuazione è limitata economicamente. Un edificio costruito rispettando le regole ambientali, è difficile da realizzare, perché è limitato dai piani regolatori o dalle lottizzazioni, che spesso non consentono l’adeguata orientazione della costruzione, che mette in crisi il solare, mentre è possibile per una costruzione isolata quindi notevolmente più cara.

L’Italia è molto indietro rispetto ad altri paesi europei?

Si, i costi sono ancora molto cari e proibitivi per il fotovoltaico. I materiali ecocompatibili per le costruzioni quali legni, vernici, pannelli coibenti, sono difficili da reperire in certe regioni, e anch’essi cari.

Lei lavora in Sicilia, cosa pensano i suoi colleghi riguardo l’ecoarchitettura?

Il solare è preso in poca considerazione; si cominciano a vedere collettori solari nei tetti degli edifici, ma nessun fotovoltaico. Le campagne propagandate dall’ENEL sono poco attuabili, e spesso i funzionari locali non sanno come operare, gli sgravi governativi concepiti per essere riscattati alla fine con la dichiarazione dei redditi, sono poco visibili e spesso suscitano sfiducia.

E’ possibile attuarla nella sua terra?

Si, ma occorre innanzitutto fare delle vaste campagne di sensibilizzazione. A livello governativo, è necessario ridurre tasse sui materiali e, a livello generale, bisogna spingere la popolazione verso la giusta direzione.

Per se e per la sua famiglia, ha mai costruito o progettato case sostenibili?

Si, la mia casa al mare l’ho costruita io, sfruttando alcuni semplici accorgimenti suggeritemi dall’orografia del terreno, che mi hanno permesso di avere ambienti freschi in estate e relativamente caldi in inverno. Ho utilizzato giardini pensili, e canne aeree per la circolazione forzata dell’aria.

Il suo Sogno?

Essere completamente libero da regolamenti, piani, vincoli, per potersi confrontare con il paesaggio, fondersi con esso, e con lo stesso vivere. Ma forse è un’utopia…

(DDF)

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5 Risposte a “INTERVISTA AD UN ARCHITETTO SOSTENIBILE”

  1. Carlo71 Says:

    Il signor Vincenzo D. Ha proprio ragione, ormai l’ambiente è sempre meno tutelato e i primi che non se ne curano sono le amministrazioni locali e i comuni (soprattutto al sud). Per gli architetti poi, la vita è ancora più dura, soprattutto se si vuol parlare di ecosotenibilità…

  2. MaTer Architectura Says:

    Nonostante il piacere di leggere sempre più articoli inerenti la bioarchitettura e il coinvolgimento di un certo numero di architetti, mi devo dire in parziale disaccordo con quanto detto nell’intervista. Si tende a improntare molto la questione Sostenibilità sul risparmio energetico dell’edificio, ma non è così: in realtà la sostenibilità e il basso impatto ambientale nascono a monte, in un approccio progettuale a 360°, che tenga conto di territorio, ciclo di vita dei materiali, potenzialità e limiti offerti dal contesto, lavorazioni di ultima generazione e tradizionali, e molto, molto altro ancora. Non credo sia tanto questione di difficoltà od onerosità nella realizzazione: piuttosto si richiede al progettista e/o direttore dei lavori un certo impegno. Un esempio: ci siamo occupati del Restauro di una chiesa del 1600, applicando ad esso i principi di sostenibilità che sono la chiave di volta del nostro Studio sin dalla sua nascita. Il cantiere è stato caratterizzato da lavorazioni a secco (per ridurre il consumo di acqua), impiego di materiali naturali, non inquinanti, riciclabili e RICICLATI, forniture a km 0 (ossia da produttori vicini), ecc. Insomma una bella fatica, ma una grande soddisfazione!
    Grazie per le vostre campagne di sensibilizzazione.
    Cordialmente
    MaTer Architectura

  3. MaTer Architectura Says:

    ps. alcuni materiali della bioedilizia sono spesso versioni ‘chic’ di materiali della tradizione, molto più abbordabili in termini economici e con prestazioni simili (p.e. calce idraulica, sali di boro)

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