Ultimo giorno della conferenza di Copenhagen, il tempo è giunto agli sgoccioli e ancora non si è arrivati ad un accordo formale e unitario. Intanto vi diamo le ultime news e vi teniamo aggiornati riguardo gli ultimi sviluppi.
I leader mondiali sono ancora riuniti dalla notte scorsa per cercare di sbloccare l’impasse della conferenza. La Cina continua ad opporsi ad un sistema internazionale di monitoraggio per le azioni di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra e ciò rappresenta un forte ostacolo per i negoziati a Copenaghen.

L’Europa è perfettamente unita, l’Africa è sulle stesse posizioni, gli Stati Uniti si stanno avvicinando, ma ci sono dei punti irrinunciabili. Tra questi, occorre poter verificare gli impegni degli uni e degli altri sul piano ecologico e finanziario.
Convocato anche un extra-vertice notturno in una corsa contro il tempo, anche se molti pensano che sarà necessario prolungare il vertice di un altro giorno. In tarda notte l’annuncio del premier danese, Lars Rasmussen, che la riunione stava dando i suoi frutti. Una bozza di accordo è stata presentata questa mattina ai leader. Nel documento ci sarebbero l’impegno a ridurre le emissioni di gas inquinanti per mantenere l’aumento delle temperature sotto i due gradi e l’obiettivo di finanziare a lungo termine i Paesi in via di sviluppo con 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020.
La bozza di accordo è stata redatta in attesa dell’entrata in scena di Barack Obama, arrivato questa mattina, i capi di Stato e di governo si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a negoziare sul serio, anche attraverso una girandola di colloqui bilaterali che arriveranno al culmine oggi con gli incontri che il presidente americano avrà con il premier cinese Wen Jiabao, con il presidente russo Dmitri Medvedev e brasiliano Ignacio Lula da Silva.

La buona notizia è che gli Stati Uniti accettano di partecipare al fondo di aiuti per i Paesi in via di sviluppo per 100 miliardi di dollari entro il 2020.
Intanto oggi, forse non a caso, è trapelato uno studio shock delle Nazioni Unite che dice a chiare lettere che se si firmasse un accordo alle condizioni attuali, il Pianeta rimarrebbe a rischio catastrofe. Tradotto: 170 milioni di persone in più soffrirebbero per le inondazioni e 550 milioni in più rischierebbero la fame.
Guardate cosa ne pensano le persone sulla Conferenza di Copnhagen!
Vi terremo aggiornati…

















ven, dic 18, 2009
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