Conferenza di Copenhagen, paesi poveri: il protocollo di Kyoto “non si tocca”

gio, dic 10, 2009

Eventi e Fiere


Diventano accesi i toni della Conferenza di Copenhagen, i Paesi in via di sviluppo fanno fronte comune, infatti Cina, India, Sudafrica, Brasile e Sudan chiedono alle nazioni industrializzate un nuovo impegno alla riduzione delle emissioni dei gas serra del 40% da qui al 2020.

Quinto giorno della Conferenza di Copenhagen: è stato stilato oggi un accordo tra i grandi Paesi in via di sviluppo che, in un documento pubblicato sul sito internet di Le Monde, riaffermano la propria fedeltà al protocollo di Kyoto, che resta “lo strumento legale” con cui si chiede ai Paesi industrializzati la riduzione del 40% delle emissioni dei gas serra da qui al 2020 rispetto al 1990.

Il documento è stato presentato come risposta alla bozza di accordo preparata dalla presidenza danese della Conferenza Onu di Copenaghen, giudicato “inaccettabile” dai Paesi più poveri, e consiste essenzialmente in una richiesta di estensione e di rafforzamento del Protocollo di Kyoto, che altrimenti è destinato a esaurire i suoi effetti entro il 2012.

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Il testo, che si pone come obiettivo primario quello di limitare l’aumento della temperatura media del pianeta nei prossimi anni a due gradi, richiede un secondo periodo d’impegno alla riduzione delle emissioni dei Paesi industrializzati tra il 2013 e il 2020, un impegno corrispondente agli obblighi già assunti nella prima fase (2008-2012) moltiplicati però per otto.

Si richiede inoltre espressamente “ai Paesi industrializzati che non hanno sottoscritto il Protocollo” (agli Stati Uniti) di assumere i medesimi impegni, sottoscrivendo il trattato. Il Protocollo di Kyoto, stipulato nel dicembre 1997, prevedeva una riduzione mondiale delle emissioni inquinanti di almeno il 5 per cento nel 2012 in rapporto al 1990.

Dunque, moltiplicando quest’obiettivo per otto, il risultato è una riduzione del 40 per cento in rapporto al 1990.

La bozza messa a punto dai Paesi in via di sviluppo prevede anche una forma di aiuto finanziario ai Paesi poveri, attraverso l’istituzione di un ‘Fondo globale del clima’.

Come andrà a finire?

Come avvengono i cambiamenti climatici? Guarda il video!

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7 Risposte a “Conferenza di Copenhagen, paesi poveri: il protocollo di Kyoto “non si tocca””

  1. Liberia Says:

    Era ora che i paesi in via di sviluppo facessero sentire la propria voce… Visto che siamo noi cosiddetti “paesi industrializzati” ad aver inquinato il mondo…

  2. Francesco Says:

    Ma che dici? Si tempi i pvs non sono stati invitati a sottoscrivere il protocollo per non ostacolare la loro crescità economica ma non per questo non sono responsabili dell effetto serra!

  3. Ugo Says:

    secondo me devono fare qualcs subito e in presse puru
    berlusconi morirà

  4. Marco Ghisu Says:

    a due e asa gonga duaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  5. Anda Anda Says:

    E triste ke abbiano compiuto questa azione ma devono agire subito xke adesso a massimo tartaglia lo faranno santo e si pentirà..!!Kmq berlusconi se massimo tartaglia ha agito cosi sarà x un motivooo forza la liberta e a morte la politicaa..!! Diio santo ci protegga..!!Berlusca prendi e busca ad andare a cagare a scuola ..!! Anda andaa..!! Ciao ciao a prestooo..!! =)

  6. Queppe lostia Says:

    A NON D’ISHO NO EOOO

  7. Drellere Says:

    ma queppe ke dici qst coso è un coso ke bisogna agireal coso
    cmq max tartaglia 6 stato il + bravo di tt ieri grz
    POMPALI CADDOS
    AH SI FATTEVI CODDARE

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