Sapevate che lo spreco di cibo, oltre ad essere una questione etica, è un pericolo per l’ambiente?
A farlo presente, è lo scrittore ed ecologista Tristram Stuart, ecologista e scrittore, che da anni si nutre di cibo recuperato da supermercati e cassonetti. Lo scrittore è in Italia per presentare il libro “Sprechi, il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare” (edizioni Bruno Mondadori).

TRISTRAM STUART
Secondo Stuart, in Occidente si buttano montagne di cibo, circa il 30 e il 40% della filiera alimentare è scartato e distrutto. Questa realtà è molto grave perchè nelle restanti parti del mondo un miliardo di persone muore di fame e i governi tendono a nascondere la realtà.
In Italia ad esempio, ristoranti e negozi hanno l’88% di cibo più del fabbisogno necessario alla popolazione.
In che modo allora lo spreco di cibo è connesso all’inquinamento?
Per soddisfare il fabbisogno compulsivo di cibo, vengono disboscate intere foreste nel Sud Est Asiatico e in Sud America. Essendo in eccesso, sempre più cibo finisce in discarica diventando metano, e il metano contribuisce 20 volte di più di qualsiasi altro gas all’effetto serra.

La soluzione migliore, secondo Stuart, sarebbe ridistribuire il cibo in disavanzo.
La crisi però sta apportando profondi cambiamenti sui consumi degli italiani. Infatti se prima più beni equivaleva a “vivere meglio”, ora non è più così. Si acquista in modo più sensato, con meno sprechi e spendendo di meno. La maggior parte della popolazione la prima cosa che guarda è il prezzo, infatti il 79% degli italiani spende meno e in modo più oculato (Fonte Consumer’s Forum). Il 73% ritiene che le confezioni dei prodotti vadano ridotte perchè inquinanti, il 75% è aperto ai prodotti biologici e l’84% ha detto “no” a tutto ciò che è prodotto in modo non etico.
Forse che le tendenze stiano cambiando?

















lun, nov 16, 2009
Alimentazione e Benessere, In evidenza, Inquinamento