Facciamo un pic nic, organizziamo una festa, invitiamo gli amici a pranzo… Bello cucinare, apparecchiare, mangiare, un pò meno lavare i piatti. Ecco allora, che preferiamo usare piatti, bicchieri e posate di plastica. Comodi, utili, ma altamente inquinanti… L’ambiente come sapete, impiega dai 20 ai 500 anni per smaltire la palstica.
Perciò, perchè usare per pochi minuti degli oggetti che durano centinaia di anni?
A questo proposito vogliamo parlarvi di un tipo di plastica biodegradabile, la bioplastica, derivante da materie prime rinnovabili.
Cosa ha in più la bioplastica? Sicuramente il tempo di decomposizione, che infatti, è di qualche mese in compostaggio. Le plastiche bio attualmente sul mercato: MATERBI, PLA INGEO, BIOLICE, BIOTEC, CEREPLAST COMPOSTABLES sono composte principalmente da farina o amido di mais, grano o altri cereali.

La Bioplastica, dopo l’ uso, consente di ricavare concime fertilizzante dai prodotti realizzati e di impiegarlo per l’agricoltura. I vantaggi di un materiale “biologico” sono:
-Biodegradabilità e decomposizione naturale in un tempo breve.
-Producibilità di concime in quanto la sostanza è fertilizzante.
-Minori emissioni di fumi tossici nel caso di incenerimento.
-Igiene dei contenitori alimentari.
Un esempio ce lo offre la Linea Ecozema, realizzata da Fabbrica Pinze Schio Srl, si compone di prodotti per il catering realizzati esclusivamente con materiali quali amido vegetale (mais, girasole, patate, arachidi, ecc), pasta di cellulosa e cellulosa pura. Dopo il loro utilizzo possono essere gettati con gli avanzi di cibo, per finire poi con il compostaggio e trasformarsi in ottimo humus per i terreni o vasi di fiori.
Nel novembre 2007, Ecozema ha ottenuto la certificazione “Ok Compost” sulle proprie posate conformi, insieme a tutti gli altri prodotti, alle norme europee (EN 13432) in tema di compostaggio di materiali monouso e imballi.
L’uso dei prodotti Ecozema permette una sensibile riduzione dell‘emissione di CO2 in atmosfera: lo studio LCA (Life Cicle Assessment), condotto da Novamont (produttore del Mater-bi con cui sono realizzate le posate Ecozema), evidenzia che è possibile abbattere le emissioni di CO2 di almeno 250 grammi per ogni chilogrammo di fifiuto organico, stornato dalla discarica e dall’incenerimento ed avviato al compostaggio. In pratica, afferma Novamont, l’utilizzo di 1000 coperti in Mater-Bi e l’applicazione del compostaggio comporta una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 38 chili.
Per questo in molte mense scolastiche europee ed italiane questi prodotti stanno sostituendo la tradizionale plastica per permettere di conferire tutto il rifiuto ottenuto in compostaggio.
Per info:
www.zemaonline.com
email: info@zemaonline.com

















Trackbacks/Pingbacks
[...] Ecodesign In occasione della fantastica Maratona delle Dolomiti 2010, la società Enervit ha presentato un nuovo prodotto totalmente ecologico, stiamo parlando della borraccia biodegradabile. [...]
[...] Dopo la borraccia che si mangia, arrivano i bicchieri commestibili, in materiale biodegradabile. [...]